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ALBENGA: ESCURSIONI ED ITINERARI
STORIA – NATURA

PASSEGGIATA ROMANA:
camminate anche voi sulle orme dell’Imperatore Augusto ripercorrendo l’antica Via Romana che dal I secolo a.C. collega Roma alla Spagna in uno degli itinerari più suggestivi della Riviera di Ponente tra Albenga ed Alassio. Nelle terse giornate di Maestrale si possono godere splendidi panorami sul Parco Naturale dell’isola Gallinara, rifocillandovi con i frutti selvatici che la passeggiata offre: more, nespole, fichi durante quasi tutta la stagione estiva immersi nelle rovine dell’antica “Albingaunium”.
Percorso consigliato: salendo dal monumento funerario romano ( il Pilone) da Punta S. Martino d’Albenga si percorrono tre km a mezza costa d’ineguagliabile bellezza tra scorci naturali, antiche tombe romane, resti di pavimentazione e l’antica chiesa romana di S.Anna raggiungendo infine l’affascinante chiesa di S. Croce costruita dai monaci benedettini dell’isola Gallinara ed la passeggiata George Byron dove l’intrepido poeta inglese scavò lungamente alla ricerca di un favoloso tesoro che dovrebbe essere ancora lì sepolto.

CENTRO CITTÀ:
Piazza S. Michele è il cuore del centro storico, ove si affaccia la Cattedrale con il suo campanile tra i più interessanti monumenti tardo-gotici e contenente interessanti opere d’arte oltre ché un monumentale organo del XIX sec. Da non perdere il Battistero a pianta esterna decagonale risalente al V sec. d.C., il Palazzo Vecchio del Comune (che ospita l’interessantissimo Museo Civico Ingauno) del XIV sec., la Piazzetta dei Leoni dominata da Palazzo Costa (oggi Vescovado) del XV e XVI sec e il Palazzo Peloso Cepolla del XVII che ospita l’importante Museo Navale Romano. Il Museo presenta un’imperdibile sezione d’archeologia sottomarina, sorta in seguito al ritrovamento di una Nave Oneraria Romana affondata nel I sec. a.C. sui fondali al largo dell’isola Gallinara. Gli oggetti recuperati sono qui esposti e comprendono dei resti dello scafo, un abbondante numero di anfore vinarie ed alcune doliola, grandi contenitori di terracotta provenienti, insieme ad altri manufatti, da altri relitti romani presenti sui fondali della zona.

L’ENTROTERRA:
Decine di borgate medievali, natura selvaggia, le più grandi grotte d’Europa, montagne e boschi dove ancora è possibile ammirare l’abbondante flora e fauna locale. Poiane e fagiani, falchi ed alcuni rari esemplari di aquila reale. Ed ancora cinghiali e faine, volpi e caprioli che scorrazzano liberamente tra ulivi secolari e castagni, more e lamponi, nespoli e fichi selvatici nell’ambiente ideale alla crescita di funghi porcini, finferli, chiodini, prataioli, ovoli e così via tra le vallate Arroscia e Neva. Ed ancora manifestazioni e sagre (del Pigato, delle pesche e del cinghiale le più famose ove potrete assaggiare le innumerevoli specialità locali accompagnate dai vini tipici della zona, tra i quali il Pigato, principe dei vini bianchi della zona ed il Rossese tra quelli rossi), rievocazioni storiche e culinarie.
Percorsi consigliati con mezzi a motore: tenendo la direzione autostrada, oltrepassatela e dirigetevi verso Cisano sul Neva, centro fortificato da Albenga dove sono visibili mura medievali e torri, tra cui la più nota è la “Torre dei Saraceni”, altro monumento funerario romano. Da non perdere a due km. di distanza il castello di Conscente.
Tornati a Cisano proseguite verso il borgo di Zuccarello, tra i più importanti e meglio conservati esempi di architettura medievale costruito da una delle famiglie più importanti dei tempi, i Del Carretto. Da qui il viaggio prosegue verso Castelvecchio di Rocca Barbena, dal cui Castello eretto nel XI secolo dai Clavesana prima e dai marchesi Del Carretto poi, si può contemplare uno dei panorami più belli dell’entroterra Ligure.
Da Castelvecchio di R.B. si hanno due possibilità: proseguire verso i freschi centri montani di Bardineto e Calizzano, oppure ridiscendere verso Balestrino e Toirano, imperdibile centro medievale dove potrete ammirare tra le più antiche e sicuramente più estese grotte d’Europa.
Da Bardineto, conosciuto centro per la raccolta di funghi, si può ancora ritornare a Toirano, mentre da Calizzano il percorso diventa un poco più tortuoso e ridiscende verso il mare ad una trentina di km. da Albenga.
Toirano: menzione a parte merita questo piccolo paesino che traccia le sue origini all’età della pietra, per poi continuare fino all’età romana, bizantina e quindi al Medioevo, in una continuità storica che ha rare similitudini.
La principale attrattiva di Toirano sono le oltre 50 caverne naturali, tra cui le principali sono La Grotta della Bàsura, le Grotte di S. Lucia Inferiore e Superiore e la Grotta del Colombo. In queste grotte ha trovato rifugio per millenni l’orso delle caverne nonché l’uomo preistorico del Paleolitico Superiore, di cui sono ancora ben visibili resti ossei, impronte di zampe e piedi sul suolo, e di unghiate, mani e ginocchia sulle pareti.
Lunghe 1.300 mt. ca., le Grotte presentano straordinarie formazioni di sottili cristalli di aragonite ed alcuni di essi ricoprono enormi stalattiti che si possono ammirare nelle varie naturali sale sotterranee, tra cui quelle dei Cristalli, Morelli, del Laghetto, del Pantheon e dei capitelli, le più importanti. Durante il percorso una grandiosa colata di alabastro, strumenti litici attribuiti all’uomo di Neanderthal ed altre fondamentali testimonianze di occupazioni umane dal Paleolitico Inferiore al Neolitico, sono alcune delle innumerevoli meraviglie che si possono incontrare.
Il paese conserva due dei cinque portali, case, portici e logge ed ancora una torre medievale. Interessante il museo etnografico dove sono esposti attrezzi e strumenti appartenenti alla civiltà contadina ed artigianale, oltreché una ricca collezione di utensili inseriti in ricostruzioni di ambienti del XVIII-XIX sec.



MARE:
Ammirate l’esotica e selvaggia bellezza della Riserva Marina e Parco Naturale dell’Isola Gallinara al tramonto, sorseggiando una bevanda rinfrescante od un fresco bicchiere di Pigato (fiore all’occhiello dei vini bianchi dell’entroterra albenganese) al chiosco sulla spiaggia, la più vicina all’isola, oppure arrampicandovi sulle vicine colline circostanti la Colombera, antica villa fortino appartenuta al Marchese di Ventimiglia, pronipote del Corsaro Nero. Da qui potrete contemplare i giochi di luce che al tramonto, una volta sceso il sole dietro le montagne, illuminano le vestigia dell’isola a forma di tartaruga.
Antica roccaforte dei monaci benedettini che durante il X secolo amministravano la costa ligure, conserva ancora tracce della sua prestigiosa storia nonché alcune rare piante presenti solo più in alcune remote aree del Mediterraneo.

... HO PRESO UN GRAMPO...
Al largo, quando l’isola diventa un punto luminoso distante km. dal lontano orizzonte frastagliato e dove i confini a 360° sono quelli del Santuario Internazionale dei mari di Liguria e Corsica, vivono “le montagne viventi” dei mari: le balene, stimate in almeno 2500 esemplari. E con esse almeno otto differenti specie di cetacei comprendenti: Balenottere Comuni, Capodogli, Globicefali, Zifii, Grampi, Tursiopi, Stenelle ed il più simpatico amico di mare dell’uomo, il Delfino.
Ultimamente sono nate alcune agenzie specializzate in “ whale watching ”, avvistamento balene, di cui vi rimandiamo al paragrafo qui sotto “escursioni consigliate ” per maggiori ragguagli sulle caratteristiche dei cetacei e sulla gita.

ESCURSIONI CONSIGLIATE...
Una rinfrescante nuotata nelle limpide acque antistanti il Parco Naturale dell’Isola Gallinara ?

A vela, remi o a pedali: con il mare calmo i mezzi migliori rimangono le piccole imbarcazioni che potrete affittare nei bagni davanti all’isola e da dove, nel silenzio surreale interrotto solamente dai flutti che s’infrangono sulle imponenti rocce dell’isola, potrete osservare con ammirazione la maestosità della Natura e del Mare in tutta la sua integrità. Si consiglia vivamente di rimanere sotto costa e di non avventurarsi a sud dell’isola verso il mare aperto dove potrebbero nascere pericolose correnti ed avventure. Consigliamo d’informarsi sullo stato del mare e dei venti presso gli addetti alla sicurezza delle spiagge, prima d’intraprendere qualsiasi iniziativa privata che potrebbe mettere a repentaglio la sicurezza di altre persone.

A motore: in partenza dai moli della costa vi sono alcune imbarcazioni che effettuano visite guidate circumnavigando l’isola e di cui ne consigliamo l’uso agli escursionisti che volessero ammirarla in tutta la sua compiutezza. Con questi mezzi si può visitare la parte Sud senza alcun pericolo.

IMMERSIONI
Per gli appassionati subacquei segnaliamo nei dintorni di Albenga il relitto “Umberto I” ad una profondità di 50 mt. appena fuori dall’isola, la “Nave Romana” (visitabile solo con il patrocinio della Sovrintendenza ai Beni Culturali) a – 41 mt., la “Secca della Tosa” a profondità 36 mt., a Ceriale il relitto “Città di Sassari” a - 25 mt., a Loano i relitti “Tiflys” o “Oued de Tiflet” a – 46 / 51 mt., ad Andora “La Bettolina” a – 47 mt. ed il relitto degli “Aranci” a – 18/22. Inoltre una zona ripopolamento dove si possono incontrare cernie maculate, scorfani, polpi oltreché pesci pregiati tipo mormore, branzini ed orate. Da non dimenticare il relitto più grande del mediterraneo la nave “Haven” ad Arenzano a – 30 / 90 mt..Presente anche un Cristo degli Abissi nei fondali dell’isola, ma non sono autorizzate immersioni con bombole.

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